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Théodore Géricault
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Jean-Louis André Théodore Géricault /teɔˈdɔʁ geʁiˈko/ (Rouen, 26 settembre 1791 – Parigi, 26 gennaio 1824) è stato un pittore francese esponente dell'arte romantica.
Géricault svolse le sue prime esperienze pittoriche nell’ambiente mwbaneoclassico francese che in quegli anni era influenzato dalle figure di mwbqDavid e mwbgIngres. Dopo un periodo di soggiorno a Roma, dove ebbe modo di studiare le opere di mwbwMichelangelo e mwcaRaffaello, nel 1817 fece ritorno a Parigi, dove conobbe mwcqEugène Delacroix. In quegli anni realizzò il suo quadro più famoso: mwcgmwcwLa zattera della Medusa, che fu esposto nel Salone d’Autunno del 1819 ricevendo aspre critiche.
Contents
• Opere
• Dipinti
• Sculture
• Note
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Biografia
Théodore Géricault nasce in una famiglia originaria della Manica, che cinque anni dopo la sua nascita si trasferisce a Cremona(mwfg1796). Cresce in un ambiente solido e facoltoso, che gli garantisce una buona e regolare istruzione presso il mwfwmwgaLycée Impérial. Presto il giovane Géricault scoprirà le sue passioni, quella artistica e quella militare, entrambe accomunate dall'amore profondo per i mwgqcavalli, che saranno oggetto di numerosi mwggstudi e dipinti. L'agiatezza economica verrà a mancare solo poco prima della sua morte precoce, avvenuta dopo una lunga e dolorosa agonia, a causa di una caduta da cavallo e, assai probabilmente, di una malattia venerea.
I suoi studi artistici iniziano con l'ingresso nell'atelier di mwhaCarle Vernet, dove conosce anche il figlio, mwhqHorace Vernet, e proseguono nell'atelier di mwhgPierre-Narcisse Guérin, per poi completarsi nella mwhwScuola di Belle Arti di Paris
La sua fama inizia nel mwiq1812 quando presenta al mwigmwiwSalon il quadro mwjaUfficiale dei Cavalleggeri della Guardia imperiale alla carica, nato dall'osservazione al mercato di un cavallo impennatosi mentre trainava un carretto, e poi trasformando il soggetto in eroico grazie ad un amico ufficiale (Dieudonné, luogotenente delle Guide) che posò per il cavaliere, e grazie ai consigli per la posa fatti dal barone d'Aubigny. Il momento storico che contemplava le vittorie di mwjqNapoleone rese ancora più apprezzabile il dipinto. Al Salon del mwjg1814 l'artista espose la tela col mwjwCorazziere ferito che abbandona il campo di battaglia (Parigi, Louvre), dove pur conservando il tono epico dei quadri di storia in accordo col nuovo clima romantico, sostituisce alla consueta celebrazione della vittoria la rappresentazione della sofferenza e della dignitosa sconfitta in una visione antieroica, almeno secondo l'iconografia tradizionale, caratterizzata dall'incertezza nell'incedere e nella difficoltà di tenere a freno il cavallo sul terreno scosceso. Sia il fatto che il momento sfavorevole per le mwkacampagne napoleoniche rendeva poco felice il soggetto, sia il fatto che le proporzioni fra cavallo e corazziere non erano sentite corrette (i primi studi per il quadro non prevedevano il cavallo), fecero sì che Géricault non potesse riottenere il successo di due anni prima.
Nel mwkg1816 partecipa al mwkwmwlaPrix de Rome (premio che, sulla base di una selezione molto dura a forma di concorso a più prove, dava una borsa di studio per studiare un anno a mwlqRoma, considerata città dell'arte per eccellenza) senza però avere successo. Ma Géricault decide di recarsi comunque in Italia, a proprie spese, anche perché desidera troncare la relazione amorosa con Alexandrine Caruel, sua zia acquisitacite-ref-1[1], sperando che una lunga separazione potesse sanare l'insostenibile situazione. Qui studia intensamente l'arte e la tecnica italiana (apprezzando e imitando, in alcuni fra i suoi migliori lavori, il colorismo veneto di mwmwTiziano e mwnaTintoretto), soprattutto durante il suo soggiorno a mwnqFirenze. A Roma immortalerà i suoi amati cavalli ritraendoli alla mwngCorsa dei barberi e nella campagna romana.
Decide allora di dedicarsi maggiormente al disegno, utilizzando la mwowlitografia, in auge proprio in quegli anni, e che consentiva una grande espressività. Temi preferiti sono quelli sociali: la sua attenzione è attratta dalla sofferenza umana, dalla sconfitta, dalla tragedia. Di questo periodo sono da ricordare le litografie mwpaRitorno dalla Russia, dedicata ai soldati francesi feriti e stremati che ritornano dalla disastrosa campagna militare, e mwpqLa guardia del Louvre in cui illustra una notizia, letta sul giornale, di un mutilato di guerra che, scambiato per mendicante, viene allontanato dal Louvre da un guardiano; il veterano, allora, apre il cappotto mostrando le medaglie, nel plauso degli astanti, provocando il giusto imbarazzo del guardiano, che forse fino a quel momento si sentiva orgoglioso e superiore agli altri per la divisa d'ordinanza che porta, e ora ha davanti un vero eroe.
Proprio questa passione per l'indagine della realtà lo porta ad occuparsi di cronaca. Mentre sta studiando il caso dell'omicidio di un giudice, viene raggiunto dalla sconvolgente cronaca di un tragico naufragio occorso nel mwrw1816. Siamo nel mwsa1818 e solo ora arrivano al pubblico le notizie circa questo fatto che il Governo vuole insabbiare. La fregata mwsqMeduse stava trasportando, insieme ad altre navi, una delegazione francese nella Colonia mwsgsenegalese di St. Louis. A bordo c'erano circa 400 persone. Il 2 luglio 1816 (al quattordicesimo giorno di navigazione) la mwswMeduse naufragò su una secca. Le scialuppe erano insufficienti e si costruì una zattera per ospitare i naufraghi rimasti senza mezzo di salvataggio. Erano centoquarantanove uomini, stipati sulla zattera. Ben presto (incomprensibile il motivo) venne tagliato il cavo che permetteva il traino della zattera da parte delle altre scialuppe. La zattera fu abbandonata ai flutti e non si fece nulla per soccorrerla. Iniziò (ed è questo che colpisce Géricault) una dura lotta per la sopravvivenza. Alcuni, moribondi, vennero buttati a mare; la fame, la sete e la disperazione diedero origine persino ad episodi di cannibalismo. Dodici furono i giorni dell'abbandono e della lotta, e quando una nave, l'mwtaArgus, raccolse i naufraghi, essi erano solo in quindici e tutti moribondi. Significa che ben centotrentaquattro furono le vittime di quei terribili dodici giorni passati nell'angosciante coscienza di avere la morte a bordo. Inizialmente Géricault pensò di ricavarne una serie di litografie che illustrassero l'intera vicenda; poi gli venne l'idea di farne un unico, grande, quadro, che prevedesse anche l'episodio di cannibalismo, significativo per illustrare la disperazione. Prese uno studio vicino all'Ospedale, e studiò dal vivo malati, moribondi, cadaveri, copiando persino pezzi anatomici (teste, braccia, piedi) da utilizzare per indicare il cannibalismo. Chiese, poi, agli amici di fargli da modelli per comporre la scena (fra cui uno malato di mwtqitterizia, scelto come perfetto per il ruolo). Fra i modelli da segnalare il pittore mwtgEugène Delacroix (che è l'uomo morto in primo piano a sinistra).
Il quadro fu ritoccato quando era già stato collocato per l'esposizione del Salon del mwua1819. Il titolo era, genericamente, mwuqScena di naufragio, ma era evidente a tutti di che naufragio si trattasse. Lo vide anche il re (lodandone l'arte, ma sorvolando sull'imbarazzante soggetto: aspre erano infatti le polemiche sulle responsabilità dell'accaduto). Il quadro, poi, ottenne una Mostra esclusiva in mwugInghilterra e in mwuwIrlanda che portò Géricault via da Parigi per più di un anno, per vederlo tornare ricco e onorato.
Nel mwwq1822 gli investimenti finanziari fatti al rientro dall'Inghilterra si dimostrano una mwwgtruffa che gli causa perdite enormi. Si manifesta anche una forma mwwwdepressiva (secondo alcuni causata dalle critiche alla sua arte, sofferte per la sua straordinaria sensibilità, secondo altri causata dalla situazione sentimentale) che lo porta a rivolgersi al giovane e già noto alienista dottor mwxaEtienne-Jean Georget. Oltre alla terapia, sembra nascere un sincero rapporto di reciproca stima, che porterà Gericault a realizzare dal vivo 10 ritratti di alienati monomaniacali. Non sappiamo se l'idea di ritrarre i malati fosse di Géricault, e il dottore gli abbia concesso i permessi necessari per avvicinare questi soggetti e farli posare, e poi abbia ricevuto i quadri in dono come segno di gratitudine, oppure se l'idea fosse del dottore stesso, mettendo a profitto il raro talento del pittore per ottenere dei dipinti in grado di testimoniare i tratti tipici delle singole manie. Le dieci opere furono presto divise fra il dott. Georget (presso cui ne rimasero cinque, quelle che abbiamo) e i suoi colleghi (queste cinque opere, invece, risultano oggi disperse). Le monomanie che ci restano documentate sono l'invidia, la mania del gioco, la cleptomania e l'assassinio, il rapimento dei bambini e la mania del comando militare. Le espressioni sono colte con un'acutezza e una precisione eccezionali, tanto da rendere possibile la diagnosi. Restano fra i ritratti più belli mai realizzati. La loro datazione non è certa, ma dovrebbe essere compresa fra mwxq1822 e mwxg1823.
Nel 1822 avvengono anche le due cadute da cavallo che, trascurate, gli causano una lesione del midollo spinale, da cui la paralisi e infine la morte. Il 26 gennaio mwya1824, infatti, dopo un mese e mezzo di agonia, Géricault muore. Il Museo del Louvre, in quello stesso anno, acquista l'ormai famoso dipinto della mwyqZattera della Medusa.
Dopo tale acquisto, il grande e autorevole mwywIngres critica la scelta del Louvre esprimendo forti dubbi sulla legittimità artistica del dipinto:
«Vorrei che togliessero dal Museo del Louvre il quadro della "Medusa" […] Non posso tollerare queste "Meduse" e questi altri quadri d'anfiteatro, che dell'uomo ci mostrano soltanto il cadavere, non riproducono che il brutto, lo sconcio; no, non posso tollerarli! L'arte non deve essere altro che il bello e non insegnare che il bello.
»
Opere
Dipinti
• mwcgAutoritratto da giovane, 1810, olio su carta, 21x14mwcw cm., Parigi, coll. Priv.
• mwdqUfficiale dei cavalleggeri della Guardia imperiale alla carica, 1812
• mwdwmweaCorazziere ferito che abbandona il campo di battaglia, 1814, Parigi, Musée du Louvre
• mwegTrombettiere degli Ussari, 1815, olio su tela, 46x38mwew cm., Vienna, Kunsthistorisches Museum
• mwfqCorsa dei bàrberi a Roma, 1816, olio su cartone e tela, 44,5x59,6mwfg cm, Baltimora (Maryland), Walters Art Gallery
• mwgaCavallo trattenuto da schiavi, 1816, olio su cartone e tela, 48,5x60,5mwgq cm., Rouen, Musée des Beaux Arts
• mwgwCattura di un cavallo selvaggio nella campagna romana, 1816, olio su tela, 48,5x60,5 cm, Rouen
• mwhqIl mercato dei buoi, 1817, olio su cartone e tela, 56,5x48mwhg cm., Cambridge (Mass.), Fogg Art Museum, Harvard University (Grenville L. Winthrop Bequest)
• mwiamwiqLa zattera della Medusa, 1818-19, olio su tela, 491x716mwig cm, Parigi, Musée du Louvre
• mwjaIl derby di Epsom, 1821, olio su tela, 92x122,5mwjq cm, Parigi, Musée du Louvre
• mwjwLa fornace di gesso, 1822-23, olio su tela, 50x60mwka cm, Musée du Louvre, Parigi
• mwkgmwkwAlienata con monomania del gioco, 1822-23, olio su tela, 77x64,5mwla cm, Parigi, Musée du Louvre
• mwlgAlienata con monomania dell'invidia, 1822-23, olio su tela, 72x58mwlw cm, Lione, Musèe des Beaux-Arts
• mwmqAlienato con monomania del comando militare, 1822-23, olio su tela, 81x65cm, Winterthur, Sammlung Oskar Reinhart “äm Römerholz”
• mwmwAlienato con monomania del furto e dell'assassinio, 1822-23, olio su tela, 61x51mwna cm., Gand, Museum voor Schone Kunsten
• mwngAlienato con monomania del rapimento dei bambini, 1822-23, olio su tela, 64,8x54mwnw cm, Springfield (Massachusetts), museum of Fine Arts (James Philip Gray Collection)
• mwoqRitratto di negro, 1823-24, olio su cartone e tela, 50x46cm., Parigi, collezione privata
• mwowI compari, 1823-1824, olio su tela, 65x40mwpa cm Venezia, Museo delle Belle Arti
Sculture
• mwqaCheval écorché; (Cavallo scorticato)a
• mwqgCheval arrêté par un homme; (Cavallo fermato da un uomo)
• mwraNymphe et Satyre; (Ninfa e Satiro)
• mwrgBœuf terrassé par un tigre; (Bue atterrato da una tigre)
• mwsaNègre brutalisant une femme; (Negro che maltratta una donna)
• mwsgStatue équestre de l'empereur Alexandre; (Statua equestre dell'Imperatore Alessandro)
• mwtaLion au repos; (Leone in riposo)
• mwtgCavalier Antique; (Cavaliere antico)
• mwuaÉcorché; (Scorticato.)
Galleria d'immagini
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Note
cite-note-11. ↑ Era infatti la giovane moglie del maturo fratello di sua madre, Jean-Baptiste Caruel.
cite-note-21. mwaruJean-Auguste-Dominique Ingres, Note e pensieri, 1825
Bibliografia
• mwark(FR) Denise Aimé-Azam, mwaroLa Passion de Géricault, Parigi, 1970.
• mwarw(EN) Albert Aldaheff, mwar0The Raft of the «mwar4 Medusamwar8 », Monaco, Berlino, Londra, New York, Ediz. Prestel, 2002.
• mwase(FR) Gilles Buisson, mwasiGéricault, de Mortain à Parismwasm ; le conventionnel Bonnesœur-Bourginière, oncle de Géricault, prefazione di Denise Aimé-Azam, OCEP, Coutances, 1986- ISBN 2-7134-0010-4
• mwasy(FR) Gilles Buisson, mwascLe duc de Trévise, passionné de Géricault à Mortain en 1924, Rivista de mwasgl'Avranchin et du pays de Granvillen, tomo LXVIII, nº 348, 1991,
• mwaso(FR) Gilles Buisson, mwassTroubles psychopathologiques dans la famille mortainaise de Géricault, in: "La Méduse", foglio d'informazione dell'Associazione degli amici di Géricault, nº 12, 2003
• mwas0(FR) Bruno Chenique, «mwas4 Géricault, une vie et Lettres et documentsmwas8 », in mwataGéricault, catalogo edito da Régis Michel, 2 volumi Parigi, 1991-1992.
• mwati(FR) Jean Clay, mwatmLe romantisme. Hachette Réalités, 1980.
• mwatu(FR) Charles Clément, mwatyGéricault, étude critique et biographique. Parigi, 1879.
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• mwaua(FR) Léon Rosenthal, mwaueDu Romantisme au Réalisme. Parigi, riedizione Macula, 1987.
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• mwauy(FR) Jean Sagne, mwaucGéricault. Biographie, Ediz. Fayard.
• mwauk(FR) mwauoGéricault, Catalogo della retrospettiva del Grand Palais, 1991-1992, Ediz. Musée Nationaux.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itGéricault, Jean-Louis-Théodore, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaLouis Gillet, GÉRICAULT, Jean-Louis-Théodore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1932.
• citerefsapere-itGéricault, Jean-Louis-Théodore, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) Théodore Géricault, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclop-dia-ita-cultural(PT) Théodore Géricault, su Enciclopédia Itaú Cultural, Itaú Cultural.
• citerefmlolOpere di Théodore Géricault, su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Théodore Géricault, su Open Library, Internet Archive.
• citerefisfdb(EN) Bibliografia di Théodore Géricault, su Internet Speculative Fiction Database, Al von Ruff.